stampa & tributi del 13 gennaio 2023

La p.a. è tenuta a comunicare a chi invia i dati personali. Il cittadino-consumatore ha diritto di sapere a chi sono ceduti i suoi dati. Con il ravvedimento speciale si parte subito. Tasse locali, rebus conciliazione. Finanza locale ai raggi X. Servizio idrico, il tar Lombardia disconosce le sanzioni di ARERA emesse tardivamente. 

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La p.a. è tenuta a comunicare a chi invia i dati personali

di Antonio Ciccia Messina

Senza veli lo scambio di dati personali tra imprese e PA: in base all’articolo 15 del Gdpr (regolamento Ue sulla protezione dei dati n. 2016/679), l’interessato ha diritto di sapere dal titolare del trattamento i nominativi dei soggetti cui quest’ultimo ha trasmesso le informazioni che lo riguardano. Così ha deciso la Corte di giustizia dell’Ue (sentenza del 12 gennaio 2023 resa nella causa C-154/21), che ha precisato che la comunicazione (non dei nominativi, ma) delle categorie dei destinatari è solo una seconda scelta: ci si può limitare a segnalare le categorie quando sia impossibile la trasmissione dei nominativi o quando la richiesta dell’interessato sia eccessiva o infondata. La Corte Ue è intervenuta a proposito di un caso riguardante un cittadino austriaco che ha chiesto alla società, che gestisce le Poste nazionali, l’identità dei destinatari a cui questa aveva comunicato i suoi dati personali. Nella causa, seguita al diniego delle Poste, la società con riluttanza ha rivelato non i singoli nomi, ma solo le categorie di soggetti destinatari dei dati: imprese di vendita beni, imprese informatiche, editori di indirizzi, associazioni di beneficienza, organizzazioni non governative, partiti politici. La Corte suprema dell’Austria, prima di pronunciarsi sulla vicenda, ha chiesto alla Corte Ue di interpretare l’articolo 15 del Gdpr e di precisare se sia rimessa al titolare del trattamento la libertà di scegliere, a suo piacimento, se comunicare l’identità specifica dei destinatari o solamente le categorie dei destinatari, oppure se l’interessato abbia il diritto di conoscere i loro nomi. 

Il cittadino-consumatore ha diritto di sapere a chi sono ceduti i suoi dati

Cliente/cittadino/utente che, a giudizio della Cgue, ha un diritto generale di sapere con esattezza chi ha ricevuto e sta trattando i suoi dati personali, a meno che «sia impossibile identificare detti destinatari o che il suddetto titolare del trattamento dimostri che le richieste di accesso dell’interessato sono manifestamente infondate o eccessive», nel qual caso basterà indicare le «categorie» di destinatari.

Con il ravvedimento speciale si parte subito

di Duilio Liburdi e Massimiliano Sironi

Sanatorie fiscali con calendario serrato ed in attesa, in alcuni casi, di provvedimenti attuativi. Ma per fattispecie quali il ravvedimento speciale, le disposizioni normative consentono già di intervenire applicando gli strumenti a disposizione. Sono queste alcuni degli aspetti operativi che stanno già emergendo in questo primo periodo dell’anno nel quale l’interesse e la volontà di sfruttare appieno il set messo a disposizione dalla legge n. 197 del 2022 è, ovviamente, massimo.

Tasse locali, rebus conciliazione

di Sergio Trovato

La definizione delle controversie pendenti in primo e secondo grado mediante conciliazione agevolata e la definizione transattiva di quelle pendenti in Cassazione, con sanzioni ridottissime, non si applicano agli enti locali. Tuttavia, vista l’incertezza delle norme della legge di bilancio 2023 (197/2022), è necessario un urgente intervento normativo o un chiarimento ministeriale con una circolare. È questa la posizione espressa dall’Ifel con la nota del 7 gennaio 2023, che ha posto in risalto le incertezze contenute nella manovra di bilancio relativamente alle cause in cui sono parti le amministrazioni locali. Per l’Ifel (Istituto di finanza locale dell’Anci) la definizione agevolata delle liti pendenti in primo grado e in appello, con la notevole riduzione della sanzione a un diciottesimo del minimo, non si può estendere alle cause in cui sono parti gli enti locali, “nonostante il comma 206 si ponga in alternativa anche al comma 205 – che riguarda, appunto, la definizione delle controversie comunali – e ciò in ragione del fatto che il medesimo comma 206 ne limita l’applicazione espressamente agli “atti impositivi in cui è parte l’Agenzia delle entrate”.

Finanza locale ai raggi X

di Christian Amadeo

Il Forum sulla finanza locale promosso da Anutel, dopo due anni di svolgimento on line torna in presenza per l’intera giornata di venerdì 3 febbraio, nella sede dell’associazione, in via Comunale della Marina 1, a Montepaone (CZ). Per chi è impossibilitato a raggiungere la sede Anutel, vi è la possibilità di seguire i lavori con modalità telematiche. Tutte le informazioni sono nella sezione “formazione” del sito dell’associazione (www.anutel.it).

Servizio idrico, il tar Lombardia disconosce le sanzioni di ARERA emesse tardivamente

Dalla determinazione di avvio del procedimento dell’8 agosto 2019 alla data di adozione del provvedimento sanzionatorio (30 novembre 2021) sarebbero decorsi 27 mesi e 22 giorni (più di 830 giorni), con conseguente palese violazione del termine massimo di conclusione del procedimento che deve ritenersi perentorio, per cui il superamento di tale termine inficerebbe il provvedimento sanzionatorio impugnato e, pertanto, il provvedimento impugnato deve ritenersi illegittimo.

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