Stampa&tributi del 29 dicembre 2022

Manovra, oggi voto finale al Senato. Giudizi riuniti, un conto salato. Tassa di soggiorno a 10 euro: chance per cinque Comuni. Canoni pubblicitari, conta il centro abitato non il comune

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Manovra, oggi voto finale al Senato

Tutto secondo programma o quasi. Probabilmente Giorgia Meloni avrebbe preferito affrontare la sua prima conferenza stampa di fine anno con la manovra già approvata. Invece il via libera definitivo del Senato alla legge di Bilancio arriverà in contemporanea con il consuero incontro organizzato dall’Ordine dei giornalisti e dalla Stampa parlamentare con il presidente del Consiglio. Il testo, identico a quello votato a Montecitorio, arriverà anche questa volta con un voto di fiducia che il Governo ha chiesto ufficialmente ieri pomeriggio. 

Giudizi riuniti, un conto salato

N uova definizione agevolata delle controversie tributarie: il conto per i giudizi riuniti potrebbe essere più salato. I limiti allo scomputo delle somme versate in pendenza di giudizio complicano le valutazioni di convenienza per le controversie cumulative, ossia quelle relative a più atti. Infatti, da un passaggio della relazione tecnica sulla nuova pace fiscale prevista dalla legge di bilancio 2023 risulta che l’istituto ricalca la disciplina di cui all’art 6 del DL 119/2018, su cui l’agenzia entrate ha già espresso posizioni restrittive in passato.Il principale riferimento è la circolare 6/e del 2019, dedicata alla pace fiscale del 2018, che quindi conterrebbe chiarimenti utili anche alla nuova definizione agevolata, targata legge di bilancio 2023 (art 1, commi 186-205). Il risultato sarebbe la possibilità di chiarire qualche passaggio critico, come quello relativo al rapporto tra quanto versare e quali somme già versate è possibile scomputare in caso di controversie cumulative, oggetto di un unico ricorso da parte del contribuente o successivamente riunite dal giudice per garantirne una trattazione univoca.

Tassa di soggiorno a 10 euro: chance per cinque Comuni

Più turisti, 20 volte superiori ai residenti, e più fondi dal turismo. L’emendamento alla manovra proposto dal Pd, approvato alla Camera (ora il Ddl di Bilancio è al vaglio del Senato) per concedere ai comuni la possibilità di aumentare la tassa di soggiornio ha portato a una levata di scudi degli albergatori e al plauso delle amministrazioni delle grandi città. Tuttavia, a una lettura attenta emerge che ne potranno beneficare «solo cinque Comuni» , precisa il primo cittadino di Novara, Alessandro Canelli, delegato Anci alla Finanza locale. «Il provvedimento, stando ai requisiti previsti, autorizza l’incremento solo a Rimini, Venezia, Verbania, Firenze e Pisa. Bene, ma Anci chiede che anche Comuni di più piccole dimensioni con un enorme flusso turistico, pensiamo a quelli sulla costa in estate, possano analogamente intervenire». È il comma 787 dell’articolo 1 della legge di Bilancio 2023 a prevedere la novità.

Canoni pubblicitari, conta il centro abitato non il comune

A i fini dell’applicazione del canone patrimoniale di concessione, autorizzazione o esposizione pubblicitaria, si considereranno i tratti di strada situati all’interno di centri abitati con popolazione superiore a 10.000 abitanti (anziché “di centri abitati di comuni” con tale popolazione). La novità è contenuta nell’articolo 1, comma 838 del disegno di legge di bilancio 2023 all’esame del Senato. Nel dossier esplicativo di Palazzo Madama, si ricorda che i comuni, le province e le città metropolitane istituiscono il canone per sostituire: la tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche, il canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche, l’imposta comunale sulla pubblicità e il diritto sulle pubbliche affissioni, il canone per l’installazione dei mezzi pubblicitari, nonché il canone per l’uso o l’occupazione delle strade e delle loro pertinenze stabilita dall’ente proprietario della strada (disciplinato dall’articolo 27, commi 7 e 8, del codice della strada) limitatamente alle strade di pertinenza dei comuni e delle province.

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