stampa & tributi del 19 dicembre 2022

Accertamento, le sospensioni Covid fanno ancora slittare i termini. Tregua fiscale, più salate le sanatorie in manovra. Atto interruttivo post cartella a due vie. Copie fotostatiche, disconoscimento doc. La ricevuta di ritorno è sufficiente se completa. Saldo Imu, è ora del salvagente. Cup, la manovra interviene sulla definizione di centro abitato ma i dubbi restano.

#Imu #newsletter #dirittotributario #imu #tari #canoneunico #accertamento #riscossione #stampaetributi #tommasoventre

**

Accertamento, le sospensioni Covid fanno ancora slittare i termini

Anche quest’anno, al 31 dicembre, non scadono i termini decadenziali di accertamento per nessuna annualità. Si tratta di un “retaggio fiscale” che deriva dall’emergenza sanitaria relativa al Covid. Occorre ricordare che l’articolo 67, comma 1, del decreto Cura Italia (Dl 18/2020) ha stabilito la sospensione dall’8 marzo al 31 maggio 2020 dei termini relativi anche all’attività di accertamento. Si tratta di 85 giorni che generano lo spostamento in avanti delle scadenze per un periodo corrispondente a quello della sospensione.

Annualità 2015 e dal 2016

La sospensione non ha riguardato, di fatto, i termini dell’annualità 2015, per la quale si è avuta la nota scissione decadenziale tra emissione e notifica degli atti (articolo 157 del Dl 34/2020) che sta creando non poche dispute giurisprudenziali. Per le annualità dal 2016 in poi occorre rilevare che i termini decadenziali risultano quelli del 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione oppure del settimo anno successivo a quello in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata (non vi è più alcun raddoppio per fattispecie penalmente rilevanti).

Tregua fiscale, più salate le sanatorie in manovra

Dal 1° gennaio 2023, la misura degli interessi legali dell’1,25% in ragione d’anno, applicabile fino al 31 dicembre 2022, si moltiplica per 4. Sarà infatti del 5% la misura degli interessi applicabile dal 2023. Per chi pagherà in modo rateale le somme dovute per la cosiddetta tregua fiscale del governo Meloni, diventa più salato il conto delle varie sanatorie. In due anni, si è passati dalla misura più bassa di sempre, dello 0,01% applicabile nel 2021, al tasso dell’1,25% applicabile fino al 31 dicembre 2022, per arrivare alla misura del 5% applicabile dal primo gennaio 2023.

Atto interruttivo post cartella a due vie

La regolare notifica, successiva a quella della cartella di pagamento non impugnata, di atti interruttivi, se da una parte produce l’effetto di interrompere il decorso della prescrizione, dall’altra limita l’eventuale impugnativa di questi ultimi soltanto a vizi propri e non della cartella. È la puntualizzazione fornita dalla Ctr del Lazio con la sentenza n. 2411/5/2022 dello scorso 27 maggio.

Copie fotostatiche, disconoscimento doc

Il disconoscimento delle copie fotostatiche depositate dall’ufficio a dimostrazione della notifica di una cartella di pagamento deve essere circostanziato, non rimesso a formule generiche, dovendo essere specifiche le difformità contestate che spetterà al giudice valutare, sulla stregua di altri elementi probatori, anche di carattere presuntivo. Trattasi del criterio affermato dalla Ctr del Lazio con la sentenza n. 2278/07/2022 depositata lo scorso 24 maggio.

La ricevuta di ritorno è sufficiente se completa

La produzione della sola ricevuta di ritorno della raccomandata informativa della notifica della cartella esattoriale avvenuta con consegna a persona diversa dal destinatario, laddove contenga tutte le indicazioni necessarie a fornire la prova della corretta individuazione del destinatario e dell’indirizzo di spedizione può non essere accompagnata anche dalla ricevuta di spedizione. È quanto osservato dalla sentenza n. 4227/02/2022 emessa dalla Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Lazio e depositata lo scorso 3 ottobre.

Saldo Imu, è ora del salvagente

Conto alla rovescia per rimediare al ritardo del pagamento del saldo Imu, la cui scadenza era fissata per il 16 dicembre scorso. Fino al 30 dicembre, infatti, si può pagare con una mini sanzione dello 0,1% per ogni giorno di ritardo. A partire dal quindicesimo giorno dalla scadenza aumenta la sanzione dovuta, sebbene sia comunque conveniente regolarizzare nei tempi previsti dalla legge prima che le violazioni vengano accertate dagli enti impositori. I contribuenti che non hanno versato nei termini la seconda rata dell’imposta municipale, o l’hanno pagata parzialmente, possono avvalersi della sanatoria in tempi molto lunghi.

Cup, la manovra interviene sulla definizione di centro abitato ma i dubbi restano

Un emendamento del Governo al disegno di legge di bilancio 2023 reca una modifica con riferimento alle strade che attraversano i centri abitati con popolazione superiore a 10mila abitanti. In particolare, al comma 816 della legge 160/2019, sono eliminate le parole «di comuni». Pertanto la disposizione ora prevede che «nelle aree comunali si comprendono i tratti di strada situati all’interno di centri abitati con popolazione superiore a 10.000 abitanti, individuabili a norma dell’articolo 2, comma 7, del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285». Si tratta di definizione identica a quella dettata per il canone mercatale dal comma 837, sempre della legge 160/2019. Nella relazione illustrativa all’emendamento governativo si precisa che la disposizione recepisce il «corrente indirizzo interpretativo del MEF».

Per il Mef, quindi, la Provincia non può pretendere la componente del canone relativa alla pubblicità. Tuttavia, la ricostruzione del Mef non appare sistematicamente coerente.

In conclusione, l’emendamento governativo nulla aggiunge, e nulla chiarisce, in merito al contrasto interpretativo esistente.

Il video

Il podcast

Rispondi