Stampa&tributi del 13 dicembre 2022

Arretrati dei Comuni a quota 19 miliardi: multe protagoniste. L’esenzione Imu fa il bis. Cassazione, le sentenze su recupero crediti, Tari, liquidatori e debiti fiscali. Processo tributario: l’udienza a distanza cambia dal 1° settembre 2023. Le antenne di telefonia non sono un servizio pubblico

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Arretrati dei Comuni a quota 19 miliardi: multe protagoniste

Stralcio o definizione opzionale da estendere anche alle ingiunzioni

I crediti fino a mille euro presenti nel magazzino dell’agenzia delle Entrate Riscossione sono circa 171 milioni, e valgono 55 miliardi di euro. Rientrano in questa categoria la maggioranza delle entrate comunali ancora in attesa più o meno fondata di riscossione, che in tutto ammontano a 19 miliardi: e all’interno di questa voce, una larga maggioranza è rappresentata dalle multe, che in media viaggiano poco sopra i 200 euro pro capite. E che secondo le intenzioni del governo, nella versione finale della legge di bilancio vedranno il loro destino assegnato all’autonomia delle scelte locali sul possibile stralcio integrale o parziale. La previsione di questo nuovo, sia pur limitato, concordato legale, motivato dalla falcidia dei giudizi pendenti, restituisce l’alternativa tra pagamento e negazione di giustizia, palese nel caso della doppia conforme. Il male minore sembra sempre essere il pagamento anche per il contribuente che ha visto pienamente riconosciute le sue ragioni di opposizione. In questo caso, la definizione agevolata diventa strumentale ad una strategia dell’agenzia delle Entrate di far pendere un giudizio, spesso sapendo che la sua pretesa non ha fondamento, ma che un parziale recupero potrà essere offerto da norme come quella in commento. La non-soluzione prescelta dal legislatore invoca il rafforzamento del sistema sul piano degli organici. A fronte di una carenza strutturale conclamata negli organici, le riforme possono ben poco.

L’esenzione Imu fa il bis

Possono fruire due volte dell’esenzione Imu i coniugi che hanno fissato la residenza in immobili diversi, a prescindere dal fatto che siano ubicati nello stesso comune o in comuni differenti. La Corte di giustizia tributaria di primo grado di Reggio Nell’Emilia, prima sezione, con la sentenza 242 del 6 dicembre 2022, applica la regola stabilita dalla Corte costituzionale con la sentenza 209/2022, che ha assicurato lo stesso trattamento alle coppie sposate e a quelle che hanno costituito un’unione civile, rispetto a coloro che hanno scelto un rapporto di convivenza, per avere diritto all’agevolazione Imu. Le spese processuali sono state compensate, atteso che l’ente impositore ha rinunciato, con un provvedimento di autotutela, a portare avanti il contenzioso in corso.

Cassazione, le sentenze su recupero crediti, Tari, liquidatori e debiti fiscali

Alle Sezioni unite il recupero dei crediti non spettanti di Laura Ambrosi e Antonio Iorio Saranno le Sezioni unite a stabilire se i termini per il recupero dei crediti non spettanti seguono le regole ordinarie o gli otto anni previsti per quelli inesistenti. • Cassazione, ordinanza 35536/2022 Liquidatori e debiti fiscali, dubbi sui presupposti dell’azione di responsabilità di Dario Deotto e Luigi Lovecchio Rinviata alle Sezioni Unite la questione relativa ai presupposti per azionare la responsabilità personale del liquidatore di società di capitali per debiti non assolti da questa. • Cassazione, ordinanza 35805/2022 La Tari va pagata anche sull’area sotto sequestro di Federico Gavioli La sottoposizione di un’area a sequestro preventivo e per la quale è stato richiesto il pagamento della Tari da parte del Comune non preclude l’utilizzabilità giuridica della stessa e, pertanto, il tributo locale sui rifiuti è dovuto. • Cassazione, sentenza 35412/2022.

Processo tributario: l’udienza a distanza cambia dal 1° settembre 2023

La riforma della giustizia e del processo tributario ha modificato le norme relative alla partecipazione alle udienze mediante collegamento da remoto per i giudizi instaurati, in primo e in secondo grado, con ricorso notificato dal 1° settembre 2023. In forza della novella, la partecipazione alle udienze pubbliche mediante collegamento da remoto può essere richiesta dalle parti nel ricorso, nel primo atto difensivo o in apposita istanza da depositare entro il termine per il deposito dei documenti, ossia almeno 20 giorni liberi prima della data di trattazione. L’udienza si tiene a distanza se la richiesta è formulata da tutte le parti costituite nel processo, trovando altrimenti applicazione la disciplina dell’udienza da tenere presso la sede delle Corti di Giustizia tributaria.

Le antenne di telefonia non sono un servizio pubblico

Una sentenza della Corte d’Appello di Venezia ha escluso che le antenne della telefonia mobile rappresentino un servizio pubblico. Da qui la considerazione che queste occupazioni saranno soggette al pagamento di canoni di locazione tutte le volte che insistono su aree appartenenti al patrimonio disponibile degli enti. Viene di fatto respinta e sconfessata la posizione delle compagnie che ritenevano di vedersi applicato, sempre, il Canone Unico Patrimoniale nella misura di 800 euro annuali, ritenendo che il suolo occupato dovesse, in ogni circostanza, essere considerato indisponibile per la destinazione a servizio pubblico a cui era destinato con l’atto di concessione. I giudici invece hanno dato ragione al Comune, condannando i gestori delle antenne al pagamento dei canoni di locazione contrattualmente pattuiti, senza possibilità di vedersi applicato il canone unico patrimoniale. Una sentenza che in questi termini potrebbe aprire scenari importanti per i molti Comuni interessati alla vertenza.

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