Stampa&tributi del 12 dicembre 2022

Bilanci comunali verso il rinvio al 31 marzo. Dalla Consulta stop alle norme tributarie non omogenee. Le Finanze a Spalletta. La manovra cancella 415 miliardi di tasse e sanzioni non riscosse. Saldo Imu da 10 miliardi: esenti teatri, beni merce e doppie prime case. Imu su immobili occupati abusivamente, esenzione dal 2023. Per gli enti locali la prova è light. Sentenza ko per omessa valutazione delle prove. Senza valore la notifica da Pec non registrata. La mediazione giustifica spese maggiorate. 

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Bilanci comunali verso il rinvio al 31 marzo

Potrebbe arrivare già martedì prossimo in Conferenza Stato-Città il rinvio dei bilanci comunali e provinciali al 31 marzo 2023, che si porterebbe dietro anche i termini per fissare le aliquote dell’Imu e degli altri tributi locali per l’anno prossimo. La trattativa è partita ufficialmente nelle scorse ore. Ma come ogni anno l’ipotesi era già nell’aria per le incertezze collegate alle ricadute della manovra sui conti locali.

Dalla Consulta stop alle norme tributarie non omogenee

Il decreto lgge «omnibus» per eccellenza torna di nuovo nel mirino della Corte costituzionale. Sono, infatti, illegittime le disposizioni tributarie estranee al contenuto del Dl Milleproroghe. È quanto emerge dalla sentenza 245/2022 della Consulta (presidente Sciarra, redattore Antonini). La pronuncia censura una disciplina che era superata, già sulla scia di una precedente decisione (sentenza 22/2012), e poi successivamente modificata fino alla definitiva abrogazione avvenuta nel 2018.

Le Finanze a Spalletta

Passaggio di testimone al dipartimento delle finanze. Al vertice arriva Giovanni Spalletta ricevendo il testimone da Fabrizia Lapecorella in carico dal 2008 e che ora andrà a ricoprire il ruolo di capo Dipartimento per le politiche europee, sotto la guida di Raffaele Fitto, ministro per gli affari europei e Pnrr. A Lapecorella, sarà affidato il dossier della riforma del Patto di Stabilità europeo. La nomina di Spalletta è stata ufficializzata ieri dal consiglio dei ministri. Spalletta è dal 2018 a capo della direzione legislazione tributaria e federalismo fiscale del dipartimento delle finanze, arriva dalla Agenzia delle entrate dove si è occupato tra l’altro della direzione centrale di grandi contribuenti e piccole e medie imprese.

La manovra cancella 415 miliardi di tasse e sanzioni non riscosse

La manovra interviene su due fronti. Da un lato, viene riscritto il calendario delle inesigibilità con termini più ravvicinati per i crediti più datati e comunque restringendo l’orizzonte temporale rispetto alla disciplina ora in vigore. Dall’altro, invece, vengono previste specifiche situazioni in cui l’agente della riscossione può comunicare agli enti creditori che quelle somme non sono più recuperabili. In questo modo, quasi il 38% delle somme (tra quelle giacenti a fine 2021) potrebbe avere un bollino rosso in base al quale si ammetterebbe espressamente che non saranno mai pagati dai soggetti debitori.Un doppio intervento che va letto in parallelo alle due misure della tregua fiscale della manovra sui ruoli: lo stralcio dei carichi fino a mille euro affidati dal 2000 al 2015 e la nuova chance di rottamazione che si estende ai carichi affidati fino al 30 giugno 2022.

Saldo Imu da 10 miliardi: esenti teatri, beni merce e doppie prime case

Vale 10,8 miliardi il saldo dell’Imu che i proprietari di immobili sono chiamati a versare – entro venerdì 16 dicembre – nelle casse dei comuni e, per i fabbricati produttivi, nell’Erario. Dopo lo shock del 2020 pandemico, quando il gettito annuo della “nuova Imu” si attestò a 20,6 miliardi per effetto delle agevolazioni Covid, il bollettino delle entrate tributarie delle Finanze ha certificato una risalita a 21,6 miliardi l’anno scorso e a 11,8 miliardi nei primi dieci mesi di quest’anno (+4,75% rispetto allo stesso periodo 2021).

Imu su immobili occupati abusivamente, esenzione dal 2023

A partire dal 2023, dovrebbe operare l’esenzione Imu per gli immobili occupati abusivamente. La previsione è contenuta nel disegno di legge di Bilancio 2023, attualmente all’esame del Parlamento. Si tratta di una modifica profondamente innovativa, poiché, per consolidato orientamento della Corte di cassazione, l’Imu è un’imposta esclusivamente patrimoniale, per la cui applicazione non ha alcuna rilevanza l’effettiva disponibilità dell’immobile. Così, per fare degli esempi, il tributo è dovuto anche sulle aree oggetto di occupazione d’urgenza, in pendenza di provvedimento di esproprio, che non producono alcuna utilità per il possessore. 

Per gli enti locali la prova è light

L’ onere della prova, nel processo tributario, ricade sugli enti locali sono in casi limite. Ossia se la legge che disciplina i singoli tributi, quali per esempio Imu e Tari, non prevede una presunzione legale. La disciplina sostanziale di imposte e tasse locali, dunque, prevale sulla norma processuale. La riforma del contenzioso fiscale, infatti, non ha introdotto un onere più gravoso rispetto a quanto disposto in passato, nel caso in cui l’ente impositore si avvalga di presunzioni legali per contestare le violazioni accertate. Per fare chiarezza sulla questione dell’onere della prova, in seguito alle modifiche introdotte con la riforma del processo tributario, è intervenuta la Cassazione con l’ordinanza 31878/2022 (si veda anche ItaliaOggi Sette del 14/11/2022), con la quale ha limitato la portata della disposizione contenuta nell’articolo 6 della legge 130/2022 alle sole ipotesi in cui le norme sostanziali non prevedono delle presunzioni.

Sentenza ko per omessa valutazione delle prove

L’omessa valutazione, da parte dei giudici tributari, di documenti depositati in giudizio dalla parte anche per la prima volta in sede d’appello, risultati decisivi ai fini della controversia, espone il decisum a una necessaria riforma. È il preciso canone reso dalla Corte di cassazione nella ordinanza n. 32747/2022, depositata lo scorso 7 novembre.

Senza valore la notifica da Pec non registrata

La notifica di una cartella di pagamento eseguita a mezzo Pec deve essere effettuata utilizzando esclusivamente una casella di posta elettronica certificata (domicilio digitale) iscritta nei pubblici elenchi, pena la illegittimità della notifica. Sono le conclusioni che si leggono nella sentenza n. 4986/2022 emessa dalla sezione quindici della Cgt di secondo grado del Lazio del 9 novembre scorso. 

La mediazione giustifica spese maggiorate

Non è censurabile il capo di sentenza in cui il giudice tributario, nella liquidazione delle spese di lite, abbia stabilito una maggiorazione percentuale delle stesse a fronte della fase di reclamo-mediazione condotta, prima del contenzioso, dall’ufficio risultato vittorioso nel giudizio. Lo ha stabilito la Corte di giustizia tributaria del Lazio con la sentenza n. 4210/02/2022 dello scorso 3 ottobre.

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