Stampa & Tributi del 09 Dicembre 2022

Il Friuli V.G. si fa la sua Imu. Il dissesto del Comune non giustifica l’applicazione retroattiva dell’addizionale più alta. Il Contributo unificato tributario unico in caso di impugnazione “cumulativa”. Sulle rate il fisco riapre la porta. Acquiescenza meno conveniente della lite. Conti correnti e accrediti nelle mani delle Entrate. Un mosaico di agevolazioni Tari. 

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Il Friuli V.G. si fa la sua Imu. 

di Franca Faccini

Nasce nel Friuli-Venezia Giulia un nuovo tributo immobiliare: l’imposta locale immobiliare autonoma (Ilia), istituita dalla legge regionale 14 novembre 2022, n. 17, che dal 1° gennaio 2023 sostituirà l’Imu. Anche riguardo all’abitazione principale il legislatore regionale intervenendo solo ora ha potuto far tesoro dei principi stabiliti dalla Corte costituzionale dalla recente sentenza n. 209 del 13 ottobre 2022. Il legame con le norme statati è evidente anche leggendo l’art. 14 della legge regionale relativo all’”Obbligo di pubblicazione” dei regolamenti comunali e delle delibere dei consigli comunali di approvazione delle aliquote.

Il dissesto del Comune non giustifica l’applicazione retroattiva dell’addizionale più alta.

di Filippo Cannizzaro

L’agenzia delle Entrate non può pretendere per annualità pregresse la maggiore addizionale comunale Irpef, anche se l’ente locale è stato dichiarato in dissesto e il commissario ad acta ha deliberato la maggiore aliquota con valenza retroattiva. Questo perché l’aliquota più alta vale, al più, nell’anno in cui è stata deliberata, nonché per i futuri, al fine di riequilibrare il bilancio pubblico, e non per il passato. Così la Cgt Enna con la sentenza 1140/1/2022 (presidente e relatore Graffeo).

Il Contributo unificato tributario unico in caso di impugnazione “cumulativa”. 

di Giuseppe Durante

In caso di impugnazione cosiddetta “cumulativa” avente ad oggetto più atti impositivi il relativo contributo unificato tributario (CUT) può essere versato prendendo in considerazione lo scaglione di riferimento risultante dalla somma degli atti impugnati senza incorrere in sanzioni per irregolarità. E’ quanto ha disposto la Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado di Firenze in occasione della Sentenza N°1272 del 10 novembre 2022.

Sulle rate il fisco riapre la porta.

Ampia remissione in termini per i mancati versamenti degli istituti deflattivi del contenzioso e per la conciliazione. Chi non ha versato rate dovute e che sono scadute alla data del 31 dicembre 2022 potrà farlo senza sanzioni, questo a condizione che la decadenza non sia ancora stata contestata. L’art. 45 del ddl contenente la manovra di bilancio per il 2023 presentato in Parlamento disciplina, coerentemente con altri istituti, la possibilità di remissione in termini per i contribuenti che non hanno effettuato pagamenti rateizzati derivanti dai diversi istituti deflattivi previsti dall’ordinamento.

Acquiescenza meno conveniente della lite. 

In alternativa all’adesione agevolata, il Ddl di Bilancio consente al contribuente di ottenere benefici analoghi attraverso l’acquiescenza agli accertamenti. In questo caso varia l’orizzonte temporale, poiché si tratta degli atti non impugnati e impugnabili al 1° gennaio 2023 e di quelli che verranno notificati fino al 31 marzo 2023. Nel caso degli accertamenti con adesione agevolati, invece, le agevolazioni si applicheranno anche ad atti impositivi che verranno notificati a distanza di tempo (anche tra qualche anno), purché derivanti da Pvc o da inviti al contraddittorio trasmessi al contribuente entro la fine del prossimo mese di marzo. 

Conti correnti e accrediti nelle mani delle Entrate. 

C onti correnti e accrediti nelle mani del fisco: la digital economy nelle maglie della DAC 7. A partire dal 2023, la cooperazione amministrativa degli Stati membri UE includerà anche una serie di controlli (e nuovi obblighi) per i gestori di software, siti web e applicazioni. La direttiva (UE) 2021/514 del consiglio, cosiddetta DAC 7, ha previsto, per i gestori delle piattaforme citate, specifici obblighi di comunicazione aventi ad oggetto i ricavi realizzati dai venditori che esercitano la propria attività commerciale sul web. Successivamente, i dati comunicati dai gestori saranno oggetto di scambio tra le amministrazioni fiscali degli Stati membri. I nuovi obblighi muovono dalla consapevolezza che le misure fiscali attuali non sono in grado di risolvere i problemi che contraddistinguono la tassazione della digital economy.

Un mosaico di agevolazioni Tari. 

di Sergio Trovato

L e amministrazioni comunali hanno un ampio potere di concedere le agevolazioni Tari, ma per quelle non previste dalla legge devono trovare le risorse nel bilancio per coprire i costi, che vanno finanziati attraverso la fiscalità generale e sono posti a carico della collettività. Le esenzioni e riduzioni atipiche non devono essere inserite nel piano economico e finanziario, perché la relativa spesa comporterebbe un aumento delle tariffe per i soggetti tenuti al pagamento della tassa. Lo ha stabilito il Tribunale amministrativo regionale per la Puglia, sezione staccata di Lecce, con la sentenza 1536 del 5 ottobre 2022. 

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