Stampa & Tributi del 27 Settembre 2022

Il giusto processo fiscale sposta l’onere della prova verso l’amministrazione. Commissioni tributarie addio. Definizione liti pendenti al via. Imu nel turismo, la seconda ricevuta è decisiva per il credito d’imposta del 50%.  Riconosciuto come rurale il fabbricato di lusso dell’attività agrituristica. Magazzini di prodotti fini esclusi dalla Tari. L’inerzia della Soprintendenza congela la Tosap. 

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Il giusto processo fiscale sposta l’onere della prova verso l’amministrazione. 

di Enrico De Mita

Dal 16 settembre scorso la giurisdizione tributaria è esercitata dalle corti di giustizia tributaria di primo e secondo grado. La riforma, d’altra parte, orienta finalmente il processo tributario verso il giusto processo e chiarisce la distribuzione dell’onere probatorio in capo all’attore sostanziale della pretesa azionata, ossia in capo al Fisco. Ora il legislatore, senza filtri interpretativi e con una norma positiva chiara e immediata, al comma 5- bis dell’articolo 7, in nome dei principi costituzionali del giusto processo e del buon andamento dell’amministrazione, stabilisce che «l’amministrazione prova in giudizio le violazioni contestate con l’atto impugnato. Il testo della novella può essere apprezzato per costituire una guida alla composizione dell’atto impugnato e della sua motivazione.

Commissioni tributarie addio. 

di Ivano Tarquini 

Passaggio da commissione e corte di giustizia tributaria.anche le sentenze dei giudici di merito riportano la nuova denominazione, a cui però al momento non segue il rinnovo degli indirizzi di posta elettronica certificata: sempre il sito della giustizia tributaria spiega che “restano validi gli indirizzi di posta elettronica certificata (Pec) e di posta elettronica ordinaria (Peo) attualmente presenti nelle rispettive pagine web delle sedi giurisdizionali territoriali, in attesa della loro modifica a cui verrà data pubblicità nelle forme previste dalla legge”.

Definizione liti pendenti al via.

di Ivano Tarquini

L’Agenzia delle entrate ha istituito con risoluzione 50/2022 i codici tributo per la definizione delle liti pendenti in Cassazione, inserita nel corpo della riforma del processo tributario (legge 130/2022). Si tratta dell’ultimo tassello necessario per rendere operativa questa nuova definizione del contenzioso consentendo il pagamento delle somme dovute per chiudere la partita giudiziaria.

Imu nel turismo, la seconda ricevuta è decisiva per il credito d’imposta del 50%. 

di Stefano Vignoli

Mercoledì 28 settembre si aprono i termini per la presentazione dell’autodichiarazione relativa ai requisiti del Temporary framework da parte delle imprese turistico-ricettive necessaria per fruire del credito di imposta del 50% della seconda rata Imu dell’anno 2021 introdotto dal Dl 21/2022. Il credito di imposta, per il cui utilizzo si attende la risoluzione dell’Agenzia che istituisca uno specifico codice tributo, è fruibile, senza limitazioni, esclusivamente in compensazione in base all’articolo 17 del Dlgs 241/1997, e beneficia della non imponibilità ai fini Ires/ Irpef/Irap come le altre agevolazioni Covid.

Riconosciuto come rurale il fabbricato di lusso dell’attività agrituristica.

di Francesco Giuseppe Carucci

Ai fabbricati abitativi utilizzati dall’imprenditore agricolo nell’ambito dell’attività di agriturismo, anche se in possesso delle caratteristiche delle abitazioni di lusso previste dal Dm del 2 agosto 1969, può essere riconosciuto il requisito di ruralità di cui all’articolo 9, comma 3-bis, del Dl 557/1993 in funzione della strumentalità all’attività agricola. Il principio di diritto, affermato dalla Suprema Corte con l’ordinanza 27198 depositata lo scorso 15 settembre, è importante poiché demarca ancora una volta l’invalicabile confine tra i requisiti che la legge impone affinché, ai fini fiscali, si possa riconoscere il carattere di ruralità agli immobili abitativi e il requisito richiesto per poter considerare rurali le costruzioni strumentali all’esercizio delle attività agricole di cui all’articolo 2135 del Codice civile.

Magazzini di prodotti fini esclusi dalla Tari. 

di Stefano Baldoni

La sentenza del Tar Lombardia, Milano, n. 1953/2022, ritorna sulla questione dell’esclusione dalla Tari dei magazzini, funzionalmente ed esclusivamente collegati ad attività produttive di rifiuti speciali, destinati allo stoccaggio dei prodotti finiti, propendendo per la tesi positiva. La questione nasce dall’interpretazione, sin dall’origine ampliamente dibattuta, dell’inserimento o meno dei magazzini dei prodotti finiti tra quelli che, a mente dell’articolo 1, comma 649, della legge 147/2013, beneficiano dell’esclusione dalla Tari ove funzionalmente ed esclusivamente collegati alle aree ove si producono rifiuti speciali.

Il Tar della Lombardia sposa quest’ultima tesi, ritenendo che i magazzini di stoccaggio, sia per le materie prime e le scorte, sia per i prodotti finiti ed aree strettamente collegate funzionalmente all’attività imprenditoriale vanno considerati aree strettamente connesse al “ciclo produttivo” , con riconoscimento di produzione di rifiuti (solo) industriali.

L’inerzia della Soprintendenza congela la Tosap. 

Roberta Zanino

Il condominio che, per far fronte alle richieste dei vigili del fuoco, installi un ponteggio per garantire il passaggio dei pedoni, evitando il distacco di parti della facciata, è tenuto a pagare la tassa per l’occupazione del suolo pubblico in attesa che l’ente competente rilasci le dovute autorizzazioni? A questo interrogativo risponde il Consiglio di Stato con la sentenza 6815/2022. Il Consiglio di Stato, considerato che in forza del regolamento comunale in caso di occupazioni necessarie per eseguire lavori urgenti e imprevisti, i primi 30 giorni non erano computati ai fini del calcolo della tassa di occupazione di suolo pubblico, ha ritenuto che l’inerzia della Soprintendenza, in quanto non addebitabile alla condotta dell’incolpevole soggetto privato, congela tale termine, in chiave sospensiva, e non lo fa decorrere.

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