stampa & tributi del 14 settembre 2022

Definizione liti in Cassazione fino ai ricorsi entro il 16 settembre. Definizione delle liti pendenti Più ampia la sanatoria. Contenzioso tributario, rivedi il videoforum gratuito sulle novità della riforma. Abitazione principale solo per la quota di possesso.

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Definizione liti in Cassazione fino ai ricorsi entro il 16 settembre

di Laura Ambrosi

Rientrano nella definizione delle controversie pendenti in Cassazione tutti i procedimenti per i quali viene notificato il ricorso entro venerdì 16 settembre. Con un emendamento inserito nel decreto Aiuti bis viene infatti abrogata la previsione contenuta nella legge 130/2022 secondo la quale costituivano procedimenti suscettibili di definizione quelli pendenti al 15 luglio 2022. Resta il problema delle sentenze di secondo grado totalmente favorevoli al contribuente per le quali l’accesso alla definizione resta subordinato alla celerità del ricorso per cassazione (entro venerdì) da parte dell’agenzia delle Entrate. Infatti, in queste ipotesi, l’accesso alla definizione essendo subordinato alla notifica del ricorso al 16 settembre 2022, di fatto è legato alla celerità dell’agenzia delle Entrate nel notificargli l’impugnazione.

Definizione delle liti pendenti Più ampia la sanatoria

La correzione uniforma i tempi della sanatoria, con l’effetto che ne potranno usufruire i ricorsi pendenti in cassazione alla data del 16 settembre. Sono, come meglio specifica il successivo 4 comma dell’articolo 5 della legge 130 /2022 i ricorsi notificati alla controparte entro la data di entrata in vigore della legge, purche’, alla data della presentazione della domanda di cui al comma 8, non sia intervenuta una sentenza definitiva.

Contenzioso tributario, rivedi il videoforum gratuito sulle novità della riforma

Da venerdì 16 settembre entra in vigore la legge 130/2022 sulla riforma del contenzioso tributario. Se ne è parlato sul sito del Sole 24 Ore in una diretta video – che è possibile ancora vedere dalla pagina Linkedin del Sole 24 Ore o dalla sezione Norme & Tributi del sito del Sole 24 Ore – in cui sono intervenuti gli esperti del Sole 24 Ore.

Abitazione principale solo per la quota di possesso

di Stefano Baldoni

L’abitazione principale del soggetto passivo è quella in cui lo stesso ha fissato la sua dimora abituale e solo limitatamente alla quota di possesso. La Corte dei cassazione, con la sentenza n. 24462/2022, ha confermato il consolidato principio in base al quale, nella vigenza della vecchia Ici, l’abitazione principale del contribuente è quella di dimora abituale dello stesso, non potendosi estendere ad altre abitazioni, pur possedute in comproprietà. Il caso affrontato riguardava tre comproprietari che, per effetto di una successione ereditaria, avevano acquisito la proprietà di 3 unità immobiliari abitative, ciascuno per la quota di un terzo.

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